Martedì 24 Settembre 2019
ANTITARLO IMPREGNANTE: INSETTICIDA, O BIO-DETERRENTE?
Tarlo parlante

ANTITARLO IMPREGNANTE: INSETTICIDA, O BIO-DETERRENTE?

INSETTICIDA

Il termine “insetticida” riconduce direttamente all’impiego dei presidi medico-chirurgici, sulle superfici per irrorazione, o nell’aria per nebulizzazione, al fine di abbattere, appunto, gli insetti di superficie, sia striscianti, sia volanti, tramite l’assorbimento delle molecole di principio attivo attraverso le articolazioni; l’abbattimento è immediato e, per le superfici e gli insetti striscianti è anche, in subordine, differito nel tempo in occasione di contatti successivi, grazie alle caratteristiche di residualità del supporto liquido.
In queste circostanze, effettivamente, la “funzionalità” del presidio risponde con esattezza al senso del termine usato per definirlo: “insetticida”.

TRASLAZIONE IMPROPRIA

Questo termine di "insetticida" per definire l'antitarlo è poi divenuto automaticamente di uso comune anche per designare la funzionalità di abbattimento degli impregnanti antitarlo, che è del tutto diversa, perché per i tarli avviene, non per assorbimento delle molecole di principio attivo attraverso le articolazioni, come nel caso degli insetti di superficie, ma per ingestione del legno imbibito.
Questa consuetudine di traslazione impropria si è consolidata perché è scarsamente diffusa la conoscenza delle dinamiche che sono alla base del processo delle infestazioni nella filiera del legno. La funzionalità del presidio usato nella lotta antitarlo non prevede l’abbattimento immediato, ma solo differito nel tempo e differenziato in due diverse modalità, a seconda delle circostanze:

Contenimento programmato:
•  Nei confronti delle eventuali infestazioni già in atto al di sotto della superficie del legno, l’abbattimento avviene solo mesi e anni più tardi, quando l’adulto, dopo la trasformazione dalla fase di larva, che avviene alla fine del ciclo biologico, si nutre dell’ultimo strato superficiale di legno imbibito dal presidio, per sfarfallare, allo scopo di riprodursi e ovi-deporre.
• Gli abbattimenti proseguono nel tempo, man mano che avvengono gli sfarfallamenti, sino al completo esaurimento dell’infestazione in corso.

Protezione e prevenzione da nuove infestazioni:
• Il presidio applicato in superficie imbibisce le fibre sottostanti del legno per qualche mm. e lo preserva dagli attacchi esterni dei tarli.
• Le uova vengono comunque deposte dalle femmine, ma, alla schiusa, le larve neanidi vengono abbattute quando cominciano a scavare nel legno, nutrendosene.


Funzionalità strategica

In ambedue i casi, il meccanismo di azione non è immediatamente risolutivo, ma strategico nel tempo.

BIO-DETERRENTE

Abbiamo scelto questo termine per definire l’antitarlo ad impregnazione perché ci sembra più aderente alla sua intrinseca funzionalità; il suo meccanismo di azione é, infatti, strategico e richiede un ponderato programma applicativo.
Nelle infestazioni in corso, infatti, occorre tener conto del rapporto esistente fra la durata del ciclo biologico delle larve di tarlo e la durata di attività utile per l’abbattimento degli adulti sfarfallanti, propria dei principi attivi del presidio:

• le larve della maggior parte dei tarli scavano per anni (da 2 a 18) sotto la superficie imbibita del legno, prima di trasformarsi in pupe e successivamente in adulti e prima che questi attacchino l’ultimo strato del legno che li separa dall’ambiente esterno;
• i principi attivi dell’antitarlo conservano la piena capacità abbattente, prima di ossidarsi e degradarsi, per non più di 24 mesi.
• È, quindi, importante possedere esperienza e una precisa conoscenza della famiglia di appartenenza dei tarli in questione e del loro ciclo biologico, per calcolare quante volte, a cadenza biennale, debba essere replicata l’applicazione, affinché possa coprire efficacemente l’intero periodo che può intercorrere dalla deposizione delle uova agli sfarfallamenti;
• questo calcolo deve tener conto anche dei rallentamenti di attività di scavo durante le diapause invernali e delle variabili relative all’altitudine e al riscaldamento dell’ambiente, regolare, o saltuario, in funzione delle abitudini di abitabilità; tutti i fattori che determinano una variabilità del periodo necessario per il completo esaurimento dell’infestazione in corso.

Quanto sopra vale, sia per la scelta di contenimento programmato, sia  di ordinaria manutenzione a scopo preventivo, nel qual caso la replica di applicazione biennale deve essere mantenuta sine die.
Diverse circostanze, qui non considerate, possono richiedere la necessità di una immediata disinfestazione radicale, con il ricorso alle tecnologie più opportune, differenziate in funzione della tipologia di supporto ligneo su cui intervenire (di carpenteria, di arredo, d’arte).