Domenica 29 Luglio 2018
LIMITARE LA NATURALE CADUCITA' DI CARTA E LEGNO
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QUALE CURA PER I TERRITORI STORICI?

Riflessioni sulle prospettive di poter operare
perché il fare umano
sia integrativo e non distruttivo
della bellezza del mondo


È disponibile, presso Nardini Editore
l’e-book promosso da Istituto Mnemosyne, con il contributo di diversi autrori, ognuno dei quali ha redatto un capitolo.

Partendo dalle proposte formulate da Giovanni Urbani con il “Piano Umbria”, redatto dall’ICR nel 1974-75, l’Istituto Mnemosyne ha sollecitato riflessioni che fanno cogliere l’importanza e la qualità di strategie che, pur non negando il restauro, ribadiscono la priorità etico-civile della continuativa cura-salvaguardia delle risorse d’arte dei territori umanizzati (perciò: storici).

Il capitolo di Gianfranco Magri si intitola “LIMITARE LA NATURALE CADUCITÀ DI CARTA E LEGNO”.

L’Istituto Mnemosyne è da sempre impegnato, sul piano culturale e divulgativo, a sostenere la salvaguardia del nostro immenso Patrimonio Storico Culturale.

ArteControl Consulting è nata con lo stesso obiettivo, sul piano dei servizi offerti ai Conservatori, per la diagnosi, la cura, la messa in sicurezza, la prevenzione, l’ordinaria manutenzione, finalizzate alla durabilità del nostro patrimonio d’arte  e strutturale, nei Beni Culturali, nei Luoghi di Culto, nelle Residenze Storiche e nel Civile.

Ecco uno stralcio del capitolo di Gianfranco Magri dedicato alla limitazione della naturale caducità di legno e carta:

Da una citazione dall’Istituto Centrale per la Documentazione ed il Catalogo - ICDC:
“Nella conservazione preventiva la tutela si attua attraverso azioni mirate al mantenimento dei beni nelle condizioni di maggior cura e di minor rischio, prevenendo l’insorgere della degradazione del materiale, allo scopo di mantenerne l’integrità fisica il più a lungo possibile nel tempo, e con essa la leggibilità e fruibilità insita nella sua natura di Bene Culturale.
 La conservazione preventiva consiste di azioni rivolte indirettamente all’opera, poiché agisce sull’ambiente conservativo e sulla qualità dei materiali (arredi, supporti, contenitori…), ottimizzando i fattori che contribuiscono a prevenire il deterioramento del bene. Naturalmente tali azioni possono essere concepite solo in un ambito multidisciplinare, poiché nella formulazione di azioni sull’ambiente e di linee guida di comportamento a carattere preventivo e conservativo sono coinvolte le conoscenze della chimica e della fisica dei materiali e dell’ambiente, della biologia nonché le competenze proprie della disciplina del restauro.” 

(In queste poche righe sono riassunti tutti i principi da osservare per la buona conservazione dei beni d’arte in generale e, per restare nell’ambito delle mie competenze, del legno d’arte e strutturale e della carta, nella tutela dagli agenti biologici che possono causare il suo degrado – insetti xilofagi e umidità).

CONTESTUALIZZAZIONE
Legno di carpenteria, d’arte e d’arredo e carta non sono elementi fra loro distinti, ma rappresentano, in una visione olistica della realtà, che comprenda anche l’ambito conservativo e l’ambiente esterno, un tutt’uno composto da più elementi, che interagiscono fra loro in un processo continuo di reciproco adattamento e mutamento.

“Quando un manufatto ligneo è malato (infestato da insetti xilofagi), ad essere malato è tutto l’ambiente che lo conserva”, cito dal Prof. Giovanni Liotta, ordinario di entomologia dell’Università degli Studi di Palermo…….” 

Per leggere il capitolo intero > ''LIMITARE LA NATURALE CADUCITÀ DI LEGNO E CARTA''
> ordina l’e-book all’editore Nardini